P 61A “Black Widow” 1:48 – Andrea Ferretto

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P 61A Andrea Ferretto
P 61A Andrea Ferretto

Andrea Ferretto: il mio P 61A “Black Widow
1:48 Monogram

P 61A Andrea Ferretto

Prima di iniziare la descrizione dei lavori su questo modello, devo fare alcune premesse:

  • a me, il P61 non è mai piaciuto! 😄
  • questa scatola mi è stata regalata dall’amico Diego Bersanetti, che ha pensato fosse il momento giusto per me, per mettere mano a un lavorone di questo tipo
  • questo kit, mi è capitato tra le mani in un momento di stasi modellistica e non pensavo mi avrebbe consumato tante energie, né tanto meno avrei pensato di cominciarlo e portarlo avanti immediatamente
  • devo ringraziare assolutamente anche l’amico Fausto Trevisan che mi ha fornito le decals sia delle pin up, che di tutto il resto perché le “mie” erano piuttosto malconce.

IL KIT

Ma passiamo al kit in questione: la sfida che mi sono prefissato fin da subito era quella di reincidere completamente il modello. Documentazione alla mano ho scoperto che la cara vecchia Monogram aveva fatto un ottimo lavoro già all’epoca, con pannellature tutto sommato molto precise e verosimili.

Mi sono dunque limitato a seguire i pannelli esistenti. Se lo si prende con lo spirito giusto è un’operazione anche divertente. Uso una sottile dima di acciaio abbastanza flessibile per tracciare le linee dritte; appoggio il rescriber alla dima senza premere, lo punto alla plastica e quando lo faccio scorrere si creano tanti bei riccioli di plastica nera e la magia è fatta. Ammorbidisco i bordi con una passata di colla liquida a pennello per finire.

Per i portelli d’ispezione e forme circolari ho un’apposita dima sempre di acciaio morbido che mi permette di lavorare con diverse misure. Non mi invento niente ovviamente, sono tecniche che anch’io a suo tempo ho imparato dalle riviste e pagine web; questa in particolar modo l’ho “rubata” al grandissimo Pigliapoco.

LA COSTRUZIONE

Si passa poi alla costruzione vera e propria, partendo come sempre dal cockpit e dalla postazione di coda. Mi ripeterò ma Monogram, 50 anni fa, lavorava divinamente; basta aggiungere solo le cinture e, volendo, qualche tubicino e cavo. Si ottiene un cockpit di tutto rispetto, anche solo con un’attenta verniciatura che ne risalti i particolari.

Chiuse le due valve centrali, si passa ai tronconi laterali e alle semiali. C’è da “imprecare” un po’ per allineare questo bi-trave, ma è una fase in cui bisogna stare attenti, altrimenti poi l’insieme sarà irrimediabilmente storto!
Il compromesso sono delle “voragini” in alcuni punti, per fortuna nascosti, sulle quali sono intervenuto con parecchio “Milliput” e carta abrasiva. Niente di impossibile, solo pazienza.

Arriva il momento dei trasparenti e purtroppo quello anteriore è appena un po’ corto e un po’ troppo largo. In più va posizionato sopra lo “scalino” del cockpit; anche qui si deve ricorrere allo stucco e carta abrasiva per allinearlo il più possibile.

Anche i trasparenti posteriori non sono precisissimi, e due finestrini addirittura non si sono stampati, ai quali ho dovuto rimediare come meglio ho potuto. Unica nota davvero negativa di questo superbo kit.

LA PREPARAZIONE PER LA COLORAZIONE

Si passa al colore finalmente…Questa è la fase che mi piace in assoluto di più nel modellismo ed è la situazione in cui mi sento maggiormente a mio agio.

Ho cominciato con il verde interno nella zona dei trasparenti (… preventivamente mascherati, si intende) e poi una mano di primer grigio della Titan. Altra premessa, non mi piace fare pubblicità ai prodotti o marchi ma i titolari della Titan li ho conosciuti anni fa alla fiera di Verona: sono ragazzi in gamba e lavorano molto bene e con passione!
Scopo del primer era quello di valutare alcune zone da correggere e uniformare il lavoro fin qui svolto.

Necessitavo di una base più o meno chiara sulla quale applicare poi del pre-shading, ma non creando contrasti troppo accentuati come avrei ottenuto col nero, ma preferendo tonalità che mi avrebbero fatto ottenere un effetto più sbiadito e soft. Ho usato quindi un green brown della Gunze, spruzzato a serpentine, avvicinandomi e allontanandomi allo stesso tempo dal modello, creando così delle linee più grosse o più sottili, più sbiadite o più piene, intensificando il reticolo di linee man mano che mi avvicinavo ai bordi dei pannelli.

Nella parte superiore del modello, dove necessario, ho scurito un po’ i toni e ribattuto alcune zone per dare più profondità. In altri pannelli, qua e là, ho fatto delle velature di giallo e in altre di marrone. Nella zona inferiore invece ho lavorato con un grigio scuro, sempre allo stesso modo.

LA COLORAZIONE

Sono poi passato al colore vero e proprio, dato anche in questo caso, a macchiette, come il pre-shading, per andare a formare quante più possibili variazioni di tono su ogni singolo pannello. Con una diluizione del 70% circa, riesco a dare poco colore per volta, cercando di ottenere un risultato finale quanto più vicino a quello che mi sono prefissato.

È un lavoro sicuramente lungo e a tratti tedioso, ma mi sento appagato dal risultato. Tra pre-shading e colore ho impiegato circa 10 ore! Ho sigillato poi con una bella mano di lucido e mi sono preparo per la fase successiva: decals e olii.

Questi ultimi li stendo picchiettando la punta di un vecchio pennello, quasi come un dry brush, in alcune zone del modello e poi sfumo con lo stesso pennello imbevuto di acquaragia per attenuare i toni. Procedo fino a che sono soddisfatto. Sigillo con altra mano di lucido.

Dopo aver completato la verniciatura, sono passato all’assemblaggio dei vari sottoinsiemi: carrelli, serbatoi, antenne ecc…

IL COMPLETAMENTO

L’ultima fase critica sono nuovamente i finestrini, che per questo kit sono stati previsti aperti e che non ne volevano sapere di incollarsi; forse dipendeva anche dal tipo di colla e dall’umidità della stanza, che un po’ fanno a pugni, ma con santa pazienza e un po’ alla volta sono riuscito a fare stare al loro posto.

CONCLUSIONI

È stato un percorso piuttosto lungo e a tratti complicato, ma ho cercato di affrontare un problema alla volta, tentando di ottenere un risultato gradevole alla vista. Non privo di difetti, ai quali potevo senz’altro rimediare, ma di cui mi reputo molto soddisfatto per come l’ho finito.

Ci tengo molto anche ringraziare, oltre ai già citati Diego e Fausto, anche Stefano Carolo, dispensatore di ottimi consigli e preziosi suggerimenti. Sempre disponibile ad incitarmi e incoraggiarmi, grazie!

Grazie ragazzi, davvero. Buon modellismo a tutti!

Andrea Ferretto (vedi gli altri articoli con Andrea)

 

PS: se qualcuno desiderasse maggiori delucidazioni su tecniche e quant’altro o avesse critiche o suggerimenti, può scrivermi serenamente all’indirizzo: andreaferretto1980@gmail.com