Officina Velivoli — 24 giugno 2015

REPUBLIC RF 84F “Thunderflash”
132° Gruppo – 3^ Aerobrigata Ricognizione Tattica
Verona Villafranca

Scala 1:48

RF 84F Graziano

L’RF 84F Thunderflash era la versione fotografica dell’F 84F Thunderstreak. Per potere installare la ricca dotazione aerofotografica si resero necessarie delle modifiche sostanziali. Furono infatti ridisegnati muso ed ali. Il muso, per contenere le sette fotocamere, fu notevolmente allungato con conseguente spostamento della presa d’aria, anteriore nella versione F, alle radici del bordo d’attacco alare. Sempre nella parte anteriore dell’ala furono poi montate le mitragliatrici Browning da 12,7, ridotte a quattro, due per ogni semiala.

L’ala manteneva lo stesso angolo di freccia della versione F così come la fusoliera, che rimaneva uguale sino alla fine dell’abitacolo. Tutte queste modifiche cambiarono sostanzialmente l’aspetto del velivolo rendendolo di fatto sensibilmente diverso dalla versione F. Personalmente l’ho sempre preferito trovandolo molto più bello ed elegante, contrariamente all’F molto più “muscoloso” e cattivo. Però si sa che i gusti dei modellisti sono molto diversi e variegati come del resto vediamo tutti i venerdì sera al nostro club e sicuramente molti apprezzeranno di più la versione F in puro Republic style.

Purtroppo questo bellissimo e molto efficiente aereo è stato completamente ignorato dalle ditte modellistiche: un solo kit in scala 1:72, tra l’altro molto vecchio, mentre nulla vi è nella scala 1:48, se non il datato e non più prodotto Heller.

Le logiche commerciali delle ditte sono molte volte incomprensibili a noi modellisti e sinceramente faccio fatica a comprendere come il costruttore nazionale, che pure ha in catalogo la versione F, non abbia mai pensato ad una conversione. Forse sarà sfuggito il fatto che questo velivolo fu prodotto in ben 715 esemplari e prestò servizio in nove nazioni, compresa la nostra, dove l’Aeronautica ne ricevette ben 78.

Veniamo ora alla costruzione del modello. Come prima cosa c’era da decidere se lavorare sul vecchio kit Heller, o seguire la strada dell’innesto, (sono un po’ datato, i ragazzi al club mi dicono che questa operazione si chiama “cross kit”).

Ho scelto la seconda perchè non mi convinceva del tutto la linea del kit Heller in alcuni punti, sopratutto nella parte inferiore della pancia e nella zona dello scarico. Però ad essere sinceri mi attirava l’idea di mettermi alla prova con una operazione, almeno per me molto difficile e mai tentata prima.

Immaginando la complessità del lavoro decisi, per complicarmi meno la vita, di utilizzare set aggiuntivi che in teoria avrebbero dovuto facilitarmi. Teoria… appunto, perchè in pratica le cose non sono propriamente andate come speravo, ma più avanti vi spiegherò perchè.

Per costruire questo modello ho utilizzato:

  •  Kit Kinetic F84F  scala 1/48
  •  Kit Heller RF84F scala 1/48
  •  Set interni e prese d’aria AMS resin
  •  Set pozzetti carrelli Aires
  •  Fogli decals Tauro

 

Mi scuso innanzitutto per le foto, poche e di pessima qualità (escluse quelle dell’amico Diego sul modello finito). Purtroppo il mio rapporto con la fotografia non è per niente buono, mi riprometto però di andare a ripetizione: al club non mancano di certo gli esperti!

Veniamo ora alla descrizione principale dei lavori che ho fatto:

  • taglio con cutter dei musi di tutti e due i kits. Operazione molto temuta, ma tutto sommato abbastanza  agevole. Tagliati, questa volta con seghetto, anche i bordi di raccordo alare. Chiuse con plasticard e raccordate le due piccole prese d’aria anteriori non presenti nell’RF.
  • sono passato poi alla costruzione degli interni e qui si è presentato il problema di cui vi avevo parlato prima. Il set della AMS resin è fatto per il kit della Heller, ma la fusoliera è ora quella Kinetic e naturalmente la vasca non entra. Ho dovuto lavorare parecchio di lima e fresa per assottigliare al massimo la fusoliera Kinetic, fino al limite sforamento. Entrata la vasca sono passato al sedile. Il set AMS fornisce anche un sedile M.B che però era usato solo dalla Luftwaffe. Ho quindi usato, dettagliandolo un po’, quello della scatola. Nel cruscotto in resina AMS ho forato gli strumenti e applicato le decals in una mascherina sul retro del cruscotto. Leggermente dettagliato anche lo scarico e infine verniciati tutti gli interni con referenze Gunze e lavaggio finale con colori ad olio.
  • Il passo successivo ha riguardato le ali e anche qui si è ripresentato il problema d’incompatibilità dei set migliorativi. I pozzetti dei carrelli Aires sono per il kit kinetic, ma ora vanno messi nelle ali Heller e naturalmente non ci stanno. Anche qui grosso lavoro di adattamento. Si è reso necessario tagliarli in altezza e fresare le ali. Nessun problema invece per gli interni delle prese d’aria del set che si accoppiavano perfettamente alle ali. Ho quindi tagliato e riposizionato gli alettoni.Tagliata ed eliminata anche la parte superiore dei flaps con l’inserimento di due fotoincisioni forate che fortunatamente avevo di recupero. Ho infine incollato le due semi ali e autocostruito con tondini di rame il tubo di pitot.
  • Montaggio di tutti gli interni e chiusura della fusoliera. Ho poi applicato degli inviti in plasticard sul muso per irrobustire e favorire l’innesto con il nuovo muso. Sono quindi passato al passaggio più problematico di questa conversione, e cioè l’accoppiamento con le ali. I riscontri e gli incastri tra i due kits erano completamente diversi, ho dovuto quindi ricreare nuovi riscontri e poi con piccole zeppe ho dato il corretto diedro negativo.
  • Sono quindi passato al muso. L’ho leggermente dettagliato con la costruzione degli obiettivi delle fotocamere e chiuso infine il tutto. Non era mia intenzione fare i portelli delle macchine fotografiche aperte, quindi non ho perso molto tempo per questa fase. Ho poi montato il pozzetto in resina del set AMS nel carrello anteriore.
    Dove invece il gioco si è fatto molto duro è stato con l’accoppiamento del muso ed anche con le sue finestrature. Lo scalino tra il muso e la fusoliera era veramente sostanzioso, con l’aggravante di essere sopra positivo e sotto negativo, penso di avere consumato un paio di limette della Squadron! I vetri del kit erano invece troppo grossi e non proprio corretti con le aperture.
    Li ho quindi buttati ed ho optato per costruire delle cornici , come del resto mi sembrava fosse anche nella realtà, dove ho poi montato i vetri fatti con l’acetato. Nota positiva: il lungo muso favorisce il baricentro e non serve nessun peso .
  • Prima di passare alla fase della verniciatura ho chiuso e stuccato tutte la varie fessure presenti. Ho dato poi due mani di fondo Alclad grigio insistendo di più nelle incisioni della fusoliera Kinetic. Purtroppo la Kinetic fa nei suoi modelli incisioni, a mio avviso, troppo pesanti. Sono poi passato alla verniciatura fatta con l’alluminio della Alclad in varie tonalità. Non era mia intenzione fare un aereo “altamente riflettente” ed ho quindi smorzato la lucentezza degli Alclad con vari lavaggi. Immagino che molti modellisti storceranno il naso, però quasi tutte le foto mostrano aerei fortemente “operativi” e con l’alluminio parecchio ossidato.
    Del resto questi aerei hanno operato per molti anni e in tutte le condizioni metereologiche. Non credo che gli specialisti avessero il tempo e la voglia di lucidarli a specchio tipo “racer”.
    Come dicevo all’inizio i gusti dei modellisti sono molo vari e quindi questa scelta potrà anche non essere condivisa, però senza entrare in nessun tipo di polemica a me piaceva farlo così, probabilmente più realistico.
  • Infine per le decals ho usato i fogli della Tauro. Purtroppo, penso a causa della loro anzianità, mi hanno dato un sacco di problemi. Si rompevano in mille pezzi o non si attaccavano; alla fine ho dovuto usare tutte quelle che avevo. Scorte esaurite!

Devo dire che è stato un lavoro lungo e parecchio impegnativo, almeno per le mie capacità, però alla fine ci sono riuscito con mia grande soddisfazione, anche a dispetto di due incidenti di volo con relative rovinose cadute.

Ora, prima di passare a nuovi progetti, mi sono ripromesso di terminare alcuni modelli che avevo iniziato diversi anni fa. Quindi il prossimo sarà un modello d’annata: P51D Fujimi. Buon modellismo a tutti.

Graziano Bottazzo

 

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Giulio Perugia

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