Mezzi Civili Officina — 15 giugno 2016

Ferrari F 40 GTE “IGOL” – scala 1/43

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La Ferrari F40 non può che essere considerata un’icona delle auto sportive, con svariati anni di carriera agonistica alle spalle è stata un’auto rivoluzionaria e dalle prestazioni incredibili, per leggere un po’ di storia potete visionare il link di WIKIPEDIA.

Ho iniziato una piccola ricerca per decidere quale versione realizzare e abbandonata l’idea di una omologata stradale, sono “caduto” sulla versione sponsorizzata IGOL che ha corso nel 1996 alla 24 ore di Le Mans, ultimo anno in cui la F40 ha partecipato alle competizioni. L’auto in questione è l’ultima F40 sviluppata per le competizioni, la F40 GTE. Rimaneva da decidere in quale scala iniziare il nuovo progetto e per darmi uno scossone e provare qualche novità ho deciso che sarebbe stata la scala 1/43 quella in cui mi sarei avventurato per la prima volta.

L’italiana BBR produce un modello in resina della F40 GTE IGOL in scala 1/43 ed è stato scelto come base di partenza.

Il kit è così composto:

  • scocca, pianale, cruscotto e rollbar in resina
  • alettone anteriore e posteriore, fondo piatto e parti del telaio e cerchioni in metallo bianco
  • fotoincisioni varie
  • decal, un foglio per ritagliare le cinture e dell’acetato per i vetri da ritagliare.

I lavori sono iniziati pulendo la scocca da tutti residui di stampa. La parte esterna della scossa era molto ben rifinita se escludiamo un difetto di cui dirò più avanti, mentre l’interno era un disastro. Linee di giunzione degli stampi, porosità e difetti vari. Tanta pazienza, carta abrasiva e stucco hanno sistemato i problemi. Per quanto riguarda il difetto, lo potete vedere nella foto. Il cofano non aveva la linea di separazione completa, ma una colata di resina aveva creato due zone interrotte. Ho dovuto limare via con una sega e ricostruire con il plasticard parte del bordo inferiore che aveva ceduto con l’asportazione del materiale.

Sono passato a qualche prova a secco e praticamente non tornava niente. L’alettone anteriore era più corto del necessario e non seguiva la linea della zona anteriore.

Con dello stucco bicomponente ho ricostruito la zona mancante.

Peccato che il lavoro sia stato inutile, perché una volta finito e sistemato il pezzo, mi sono reso conto che lo spessore del metallo bianco era eccessivo, così facendo non seguiva la linea dell’auto come nell’originale. Sono passato quindi all’autocostruzione con plasticard e tanta lima. Alla fine il lavoro ha ripagato.

Anche i fari anteriori sono stati corretti. Come vedete nella foto, i fari originale erano giallognoli e veramente bruttini. Sono partito da un tondino di plasticard da cui ho tagliato una sezione che poi ho scavato con un trapano e una volta verniciato con un colore metallico ho applicato il Synthaglass del Dott. Toffano per fare il vetro del faro. Purtroppo non ho una foto del dettaglio del faro finito, li potete vedere nelle foto finali del modello completo.

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Nelle precedenti foto potete notare le ruote installate. Per le ruote anteriori grossi problemi non ce ne sono stati, c’è un tubo in metallo bianco da alloggiare in una cavità. Per le ruote posteriori invece c’è un tubo in ottone fuso all’interno della resina e ovviamente è più corto di 2 mm per parte del corretto tubo. Quindi la ruota batte sul bordo del pianale, ma il peno non arriva ad infilarsi nell’alloggiamento centrale del cerchione. Ho fatto una aggiunta con dell’altro tubo in ottone al cui interno ho fatto passare un cilindro di plasticard, il tutto incollato con cianoacrilica.

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Per gli interni ho subito notato che tra vano motore e abitacolo c’era una roll bar in resina che ho anche rotto perché mi è caduto. Poco male visto che nell’auto da corsa vano motore e abitacolo erano separati da una paratia chiusa che ho ricostruito con il plasticard.

Terminati i lavori ho iniziato la colorazione non senza tribolare. Ho iniziato l’abitacolo, nero opaco come base, estintore rosso, centraline e blocco motore color alluminio, mentre scarichi in titanio leggermente sporcati con lo smoke.

Sedile in rosso opaco, poi ho lavorato sulla parte superiore del motore, sulla paratia autocostruita a cui ho aggiunto due barre di rinforzo. Assemblato il tutto ho aggiunto le fascette all’estintore, roll bar e altri pezzi di telaio autocostruiti, pedaliera fotoincisa, leva del cambio, cinture di sicurezza.

La livrea è bicolore giallo-blu e nel kit sono presenti delle decal gialle. L’idea di dare un fondo blu su cui poi applicare delle decal gialle (quindi colore chiaro) non mi sfiora minimamente, quindi procedo ad una lunga mascheratura, un po’ complicata dalla dimensioni ridotte del modello e comincio a verniciare. Provo una nuova vernice, ma non la diluisco bene e viene fuori tutta granulosa, il risultato mi ha convinto a sverniciare tutta la scocca. Il diluente ovviamente di porta via anche tutto lo stucco, così devo rifare tutta la carrozzeria, dal bordo del cofano agli interni disastrati. Una volta fatto tutto, ricomincio a mascherare e procedo con la verniciatura. Ovviamente sbaglio blu, troppo scuro, una volta asciutto è quasi nero…

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Allora riparto e svernicio per la seconda volta sapendo che avrei dovuto rifare nuovamente tutta la carrozzeria. Vista la bella giornata mi metto in terrazza e mentre sono quasi alla fine un colpo di vento mi fa volare il modello con questi risultati: tettuccio asportato e carrozzeria rotta.

Procedo con le svariate decal che compongo la livrea, nessun intoppo particolare. Una volta terminato il lavoro e aspettato che tutto fosse asciutto procedo con il trasparente lucido bicomponente. Una sistematina con pad abrasivi da 2.000 a 12.000 e qualche passaggio di compound ed il risultato è stato soddisfacente.

Successivamente sono passato a ritagliare l’acetato per i vetri. Una volta tagliato tutto andavano incollate delle foto-incisioni che faceva da cornice e andava incollato il tutto sul modello.

Per gli interni mancava il cruscotto, che non era quello corretto per la versione GTE. I due cilindri a destra non ci sono (e non sono riuscito a capire cosa fossero). Quindi lima e carta abrasiva e li ho eliminati. Dove passavano quei due cavi ho inserito alcuni pulsanti, infine ho verniciato tutto. La decal del cruscotto rappresentava strumenti cirolari analogici a lancetta, mentre la GTE aveva un cruscotto digitale a cristalli liquidi. Ho quindi stampato una decal che rappresentasse un cruscotto rettangolare di colore grigio a simulare la strumentazione digitale spenta. Ultima aggiunta sono stati due tubi corrugati che servono a portare aria fresca dall’esterno verso il pilota. Sono stati fatti con filo di stagno, teflon isolante e poi verniciati di bianco.

Gli ultimi passaggi sono stati ricoprire di decal carbonio l’alettone posteriore e quello anteriore e l’estrattore, mettere le varie foto incisioni presenti nel kit e chiudere tutto.

Per finire e presentare il modello al CAB 2016 ho preparato una basetta. Cornice e supporto li ho trovati al club, io ho verniciato tutto di nero opaco e predisposto e stampato tutti i bordi.

 

Alessandro Sicchieri

 

 

 

 

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Giulio Perugia

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