Officina Velivoli — 31 dicembre 2013

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F 4U-1 Corsair – VF 17 “Jolly Rogers”

L’ F4U Corsair è uno dei più famosi e conosciuti aerei americani imbarcati sulle portaerei durante la seconda guerra mondiale. I suoi punti di forza erano velocità, resistenza, affidabilità e buon armamento, e molti piloti divennero assi volando su questa macchina contro gli agili e poco robusti caccia giapponesi, i cui piloti avevano soprannominato il caccia americano “Whistling death”, ovvero morte sibilante. Dietro questo nomignolo c’è essenzialmente una ragione tecnica, poiché il Corsair in picchiata era estremamente veloce e l’aria che entrava nei radiatori dell’olio posti nel bordo d’attacco dell’ala produceva un sibilo acuto, ed essendo il Corsair meno agile dei velivoli nipponici, le tattiche preferite dai piloti americani erano le famose “boom and zoom” cioè proprio l’attacco in picchiata alle ore 6 del caccia nemico con il sole preferibilmente alle spalle.

Il Corsair entrò in servizio verso la fine del 1942 presso l’aviazione dei Marines (USMC) quindi nel 1943 fece la sua comparsa sui ponti delle portaerei della US NAVY stanziate nel Pacifico impegnate in azioni offensive contro i giapponesi.

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Bene, dopo la piccola introduzione storica, è ora di parlare di plastica, colori, colle e stucchi! Il modello che ho scelto è il discreto kit Academy in scala 1/72 che rappresenta il velivolo del pilota Lt. Cdr. John T. “Tommy” Blackburn (11 abbattimenti confermati) del VF-17 Jolly Rogers nel tardo 1943, riconoscibile dalla scritta bianca “Big Hog” sulla deriva (nella foto, il 4° da sinistra).

All’interno della scatola Academy c’erano 3 stampate di plastica grigia, 1 trasparente, le decalcomanie e il libretto istruzioni. Ho realizzato il modello interamente da scatola, con la sola aggiunta delle cinture al sedile auto costruite con il nastro Tamiya giallo. Il cockpit è ben dettagliato; non è fedele al 100% all’originale, ma almeno non c’è una decalcomania che simula il cruscotto, ci sono tutti gli strumenti in rilievo e sono al loro posto. L’ unico errore degno di nota è il pavimento, che nelle prime versioni (F4U-1) era assente, c’era solo una struttura metallica.

Per dipingere gli interni ho usato l’Interior green Gunze H58 mentre tutti gli altri colori sono Lifecolor. Ho effettuato i lavaggi con del Bruno Van Dyck diluito al 50% sopra una mano di Future in modo da sigillare i colori sottostanti.

Quindi ho proceduto con la costruzione del motore, il radiale Pratt & Whitney R2800 che nel kit è abbastanza carino, ma nulla di eccezionale. Il motore è dipinto con l’ Humbrol Gun Metal e drybrush di alluminio quindi una mano di Future e infine lavaggio con Bruno Van Dyck molto diluito. Ho dovuto usare un po’ di stucco Tamiya per colmare i gap che si erano creati attaccando l’ala alla fusoliera, ma nulla di complicato.

Ho trattato i trasparenti con la cera Future e hanno guadagnato molta luminosità e trasparenza.. un vero toccasana sta cera per i vetri!! Dopo 24h li ho mascherati con il nastro Tamiya giallo. Ho dipinto anche i vani carrello con il Gunze H58 e ho montato il carrello.

Una particolarità dell’ F4U-1 Corsair è proprio il carrello, che era relativamente corto rispetto agli altri aerei imbarcati ed era molto robusto, perché era installato nella parte più “bassa” dell’ala.

 La mimetica è quella a 3 toni, Non specular Intermediate Blue FS35164 (Lifecolor UA 045) , Non specular Sea Blue FS35042 (Lifecolor UA 044) e White. Vi consiglio di usare l’ UHU patafix per fare la linea netta di separazione tra i 2 toni di blu sul dorso, è veramente utile per questi lavori! Inizialmente ho movimentato la mimetica con un post-shading su tutto il dorso usando il Sea Blue schiarito con del bianco dato al centro dei pannelli, quindi ho lucidato come una caramella l’intero modello usando la cera Future.

Per quanto concerne le decalcomanie, ho sfogliato molte foto, e ho trovato che le coccarde alari del kit sono di dimensione errata. Purtroppo anche le decalcomanie di un foglio Superscale erano di dimensione errata (circa 1 cm più corte!!!). A questo non ho trovato soluzione e mi sono dovuto accontentare delle insegne di dimensione sbagliata.. va bè , pazienza!! Ho applicato le decalcomanie con il liquido Mr. Mark Softer che non ha reagito tanto con le decals Academy.. le ho dovute convincere io a entrare nei pannelli!!!

Quindi nuova mano di Future per sigillare le decals, lavaggi di Bruno Van Dyck e Nero di Marte che hanno conferito al modello molto più realismo e usura..! Infine, per invecchiare ho fatto qualche drybrush di alluminio (la prossima volta userò la tecnica del sale!!) e ho spruzzato del nero moooolto diluito sul ventre! E là forse ho esagerato ma tutto sommato, mi piace!

Non ho fatto molte foto di queste fasi perché sono andato via spedito tanto ero determinato a finirlo. Alla fine posso dire di essermi divertito a farlo, ma dopo 2 aerei di fila con la stessa mimetica, F6F e F4U, è tempo di cambiare un po’ scenario. Un ringraziamento a tutti coloro che mi hanno dato utili consigli mentre lavoravo sul modello.

Al prossimo…

Roberto (Folgore) Bianchin

Vedi i modelli e gli articoli relativi a Roberto Bianchin

 

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Giulio Perugia

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