Figurini — 28 settembre 2013

 

Gianluca prosegue con la sua nutritissima serie di figurini; questa volta ci porta nel mondo dei “cyborg”, umani con arti bionici che rendono sempre più labile il confine tra uomini e robots.

 

Questo pezzo ha una storia…: un giorno apro un cassetto, sposto una scatola e trovo una scatolina ammaccata ormai scolorita con dentro una gamba, un braccio, metà testa e parte di un petto femminile…
Da quale antico passato provenivano questi misteriosi oggetti? Dopo due giorni di meditazione tibetana e viaggi sciamanici spirituali mi è apparsa l’immagine di me stesso, 22 anni fa, che ricevevo in regalo la scatola di questo personaggio manga dopo aver comprato un fumetto di Tex Willer nel vecchio negozio Avalon a Padova.
Il negozio stava chiudendo i battenti ed hanno voluto fare felice un dodicenne… che ha messo quel regalo in un cassetto dimenticandosene completamente.

Pezzi scomparsi chissà come e dove nel corso degli anni (tra altri 20 anni li ritroverò e ne scolpirò un’altra) e visto che mi dispiaceva buttarli via mi sono messo a scolpire le parti mancanti. Tra “Fimo” per ricostruire le parti del corpo e l’orsetto nella basetta, sughero, un tondino di ottone e plasticard per il cartello stradale che tiene in mano è venuta fuori questa donna cyborg “giapponesizzante” (mi ricorda un po’ il personaggio dei fumetti Alìta). L’ho usata come cavia per sperimentare. Fatta in velocità ad aerografo, vista la grandezza, ho provato a fare la mimetica digitale sul vestito.

Per il blu tra i pannelli ho usato un colore fluo della Vallejo con un risultato, devo dire, molto luminoso. Per la lastra di metallo rovinato sulla basetta ho provato il “worn effect” dell’AK Interactive, magnifico prodotto per ottenere le scrostature, facilissimo e velocissimo da usare.

 Gianluca Giora

Vedi tutti i lavori e gli articoli di Gianluca Giora

 

 

 

 

Share

About Author

Giulio Perugia

(0) Readers Comments

Comments are closed.