Officina Velivoli — 06 giugno 2013

Sock it to them“Sock it to ‘em” A 1J TT-029

“So others may live”

 Questo è il motto dei reparti di soccorso delle forze armate americane. In battaglia, quando qualcuno si trova in difficoltà, è stato abbattuto ma è ancora vivo, entrano in gioco loro…

 In Vietnam gli Stati Uniti si sono trovati in questa situazione per centinaia se non migliaia di volte, ed ogni volta se c’era una speranza di recuperare gli equipaggi in territorio nemico i generosissimi e coraggiosi piloti dei CH-53 “Jolly Green” e degli A 1 Skyraider “Sandy” si alzavano in volo per fare in modo che “others may live” ovvero che “altri possono vivere”!

 Il mio modello è un omaggio a quei piloti di “Sandy” che spesso per aiutare i loro colleghi in difficoltà scaricavano tutto ciò che l’aereo poteva portare (e credetemi, era veramente tanto) contro il nemico, contro “i dannati Charlie”.

A 1J Skyraider - Luca Marin                                                     A 1J Skyraider - Luca Marin

Il modello è il fantastico Douglas A 1J Skyraider Tamiya 1/48, tutto fatto rigorosamente da scatola, eccetto per le cinture del sedile e le bombe al NAPALM, prese dal kit di armamenti Hasegawa. Il modello praticamente si monta da solo, necessita di quantità irrisorie di stucco e assolutamente di nessun kit di miglioria.

Il cockpit è molto ben dettagliato ed estremamente fedele all’originale, deficita solo di qualche levetta e interruttore nella zona a lato delle gambe del pilota e soprattutto di una degna fornitura di cinture di sicurezza. Ma tutti sappiamo che non è tradizione Tamiya metterle.

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Gli interni sono stati verniciati completamente in nero opaco, ad eccezione del seggiolino che ha la struttura in light Grey FS36375, l’imbottitura in NATO Green Tamiya ed il poggiatesta in un azzurrino molto chiaro non ben definito!

Completati gli interni con l’aiuto del mio amico e socio nell’acquisto del modello “Carlone” abbiamo iniziato il montaggio. Unico punto negativo per quanto riguarda il montaggio sono le paratie di chiusura dei carrelli, che devono essere installate prima di unire le due metà delle ali, questo da un po fastidio nella fase di verniciatura, perché bisogna mascherare in maniera certosina, ma nulla di complicato.

Purtroppo appena terminato il montaggio con il modello pronto per la verniciatura mi sono trasferito, a causa del mio lavoro, ed il modello è rimasto un anno e mezzo fermo nella sua scatola. Appena ripreso possesso della mia vita normale ho ritirato fuori il tutto e ho iniziato a verniciare.

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Era la mia prima mimetica USAF Vietnam e devo dire che è molto più semplice di quanto mi aspettassi, data la mano di colore al ventre dell’aereo in FS36622 ovvero Gunze H311, ho mascherato la fusoliera con lo schema a onde tipico della zona ventrale poi sono passato ai tre toni della mimetica; Marrone FS32019 Gunze H310, Verde FS34102 Gunze H303 e Verde FS34079 Gunze H309, partendo dal più chiaro al più scuro delimitando le zone da verniciare con la più grande invenzione che un modellista possa sognare: l’UHU-Tak o Patafix!

In un oretta la mimetica era ultimata e pronta per la prima mano di lucido, dopo il quale solita tecnica a panino per le decals. (lucido – decal – lucido). Risultato ottimale se non fosse stato per i numeri di coda con i quali ho avuto qualche difficoltà ed ho dovuto verniciarli con le mascherine che mi sono dovuto inventare (fortunatamente solo una T e due numeri).

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L’invecchiamento è stato veramente spassoso, visto lo stato di usura di questi magnifici cavalli di razza. Olio sottomotore a tutto spiano, due bei segni di unto e bisunto per lato in corrispondenza degli scarichi e un po di post shading, soprattutto nelle zone di maggiore accesso come i portelli di accesso alle mitragliatrici nelle ali.

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Poi d’un tratto un blocco… 15 punti di aggancio sub-alari e di fusoliera! E che ci metto? La scelta più ovvia è poi risultata la migliore; NAPALM!!!

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Volevo caricarlo solo di NAPALM e qualche razziera, ma non sono riuscito a trovare abbastanza cisterne, e così la scelta è ricaduta su di un armamento tipo “Kill ‘em all!”. Dato anche il nome dell’aereoplano “Sock it to ‘em!”, mi sembrava molto azzeccata e quindi via di MK.82 e razziere, più ovviamente del “sano” NAPALM!

D’altronde, lo disse anche il colonnello Killgore in Apocalipse Now “mi piace l’odore del NAPALM di mattina… Profuma di vittoria!”

Un ringraziamento speciale a “Carlone” per i suoi consigli e per la sua collaborazione nel progetto e una dedica ancora più speciale al mio Nonno che mi segue da lassù!

 Luca “Icari Progene” Marin

 

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Giulio Perugia

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